Il diavolo, naturalmente

Della serie: quando il diavolo ci mette lo zampino…

Un uomo (ma avrebbe potuto benissimo essere una donna) cerca la strada, non la più semplice, ma l’unica possibile, direi, per superare un esame di geometria. Decide così di fare un patto col diavolo, ma proprio a causa dei suoi limiti perderà l’anima seza aver niente in cambio. 

Ora, a posteriori, ci domandiamo: cosa lo costringeva a voler intraprendere a tutti i costi una strada  per la quale non era assolutamente tagliato? 

Il diavolo, naturalmenteultima modifica: 2009-04-07T17:43:08+02:00da cassandrah1
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3 pensieri su “Il diavolo, naturalmente

  1. Trovare la propria strada è difficile, non sempre si imbrocca quella giusta. Non capisco niente di musica, ma voglio imparare a tutti i costi a suonare il violino…. perché? Perché voglio provare fino in fondo quello che valgo, di sicuro, ma allora non chiamerei in causa il diavolo – che di violini se ne intende, pare – per vendergli l’anima come fa il nostro studente, sarebbe una questione solo mia. Qui c’è qualcosa di più. Questo studente i suoi limiti li conosce bene, sa che la geometria proprio non gli entra nel cervello, lo sa e non lo accetta, al punto di barare, ma barare con sé stessi può essere pericoloso.

  2. A volte ci sono delle strade alternative che noi stessi non riusciamo a vedere, a volte cerchiamo quella che ci pare l’unica… e quando l’abbiamo imboccata e vediamo che è sbagliata non possiamo tornare indietro… arrivati a metà di un guado si può credere di potercela fare a arrivare dall’altra parte. Ma certo queste considerazioni mi vengono se leggo il testo di Brown insieme a quello della canzone dei D. Mode

  3. A leggere di vendere l’anima al diavolo mi viene in mente un film bellissimo “Margherita della notte” (La storia di Faust) mi colpì l’angosciante ineluttabilità del destino, la triste teoria che per fare il bene degli altri a volte non ci resta che soffrire noi.

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